Pubblicità sociale, ambiente e politica

mercoledì, novembre 10, 2010

Happy Meal vietato a San Francisco, a meno che...


Avere avuto la fortuna di vedere San Francisco, ed essere entrato nei ristoranti che espongono il "disclaimer" sulla potenziale cancerogenità (si scrive così?) degli alimenti mi ha fatto sentire vero e proprio cittadino del mondo (visto che ultimamente non mi piace sentirmi cittadino del mio paese).

San Francisco, da anni, è impegnato in tutte quelle forme di possibile rinascita civile dovute alla lotta contro i rifiuti (cfr. Strategia Rifiuti Zero) ed alla lotta contro il cancro (tanto che il sindaco di San Francisco, non molto tempo fa ha scritto al sindaco di Parma per invitarlo a bloccare la costruzione di un nuovo inceneritore).

La battaglia prosegue contro l'obesità.

Il Mc Dondald's è croce e delizia degli americani, purtroppo anche di molti europei, e la sua strategia comunicativa atta al cambiamento delle abitudini della famiglia, oltre ad essere sotto gli occhi di tutti, è stata anche motivo di studio.

L'Happy Meal associa ormai da anni l'dea del cibo "spazzatura" a quella dei giocattoli gratis e del divertimento, ma il comune si San Francisco con una legge impedirà ai ristoranti fast-food di regalare giocattoli ai bambini.

Il tutto a meno che i loro pasti non contengano frutta, verdura, bevande sane e meno di 600 calorie. Scopo della legge è combattere l’obesità infantile nel Paese più grasso della terra. La paura è che i bambini associno determinati giochi con il cibo spazzatura.

Numerose sono le critiche da parte di chi sostiene che la città stia diventando troppo libertina, si concentri troppo poco su chi fuma qualsiasi cosa per strada e troppo sui divieti alimentari e le multe per chi non fa bene la raccolta differenziata.

Ma non mi sembra che nei paesi conservatori utilizzo di fumo e microcriminalità siano così differenti o ridotti.

Etichette: , ,

giovedì, marzo 04, 2010

New York "imita" San Francisco

Avendo avuto la fortuna ed il privilegio di visitarle entrambe ho potuto constatare la differenza di vivibilità e inquinamento tra le due città.

New York è caos puro, San Francisco è un paradiso pieno di nuvole dove nei ristoranti ci sono disclaimer informativi sul cibo "potenzialmente tossico" che mangerai, un sacco di persone fanno jogging e vanno in bici, si attua la politica Rifiuti Zero etc etc.

Leggo ora questa notizia su Bloomberg che vuole "imitare" (virgolette d'obbligo perché ce ne vuole per arrivare dov'è) la città californiana.

BICICLETTE IN CITTÀ: NEW YORK COPIA PARIGI
Michael Bloomberg l'ambientalista.
Molte amministrazioni cittadine nel mondo hanno avuto ottime idee per snellire il
traffico, ridurre l'inquinamento, rendere la città più vivibile. Bloomberg le sta copiando tutte e vuole trasformare la Grande Mela in una città modello “dell'era post-auto”.

Parigi ha avuto successo con il progetto Velib per promuovere l'uso della bicicletta?
Il sindaco di NY ha fatto costruire nuove piste ciclabili (Broadway, Ottava e Nona
Avenue più altre due in cantiere) e metterà a disposizione dei cittadini 10mila biciclette.

Pronto il servizio di taxi collettivo: durante la stessa corsa il tassista preleva più
passeggeri, riducendo così i km percorsi e facendo risparmiare sui costi.

Imitando San Francisco sta per tornare anche a New York il tram di superficie, mentre sono già in fase di costruzione due nuove linee del metro. Per scoraggiare l'uso dell'auto privata il limite di velocità nell'area urbana è stato abbassato da 30 a 20 miglia orarie (32 km/h).

A proposito delle isole pedonali Bloomberg spiega: “Quando ho fatto l'isola pedonale a Times Square i commercianti della zona erano contrari. Adesso, visto il succcesso
dell'esperimento, con l'aumento del turismo e dello shopping, sono i commercianti di altri quartieri a chiedermi: perché non si fa anche da noi?”

(di Jacopo Fo, Simone Canova, Maria
Cristina Dalbosco, Gabriella Canova sul Fatto Quotidiano di oggi 4/3/2010).



Ora aspettiamo Roma.

Etichette: , , ,