Il girone delle polveri sottili, un ottimo regalo di natale.

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Il girone delle polveri sottili, nanopatologie
Il dott. Stefano Montanari si batte da anni nella ricerca sulle nanopolveri. Le nanopolveri sono tutti quegli inquinanti che si trovano nell’aria e che noi respiriamo grazie alle automobili, agli inceneritori, alle industrie, etc, etc,.

Molti conoscono le famose PM10, quelle che vengono rilevate quotidianamente nei comuni, ma non conoscono le PM2,5, ancora più pericolose perché si introducono nel corpo con più facilità ed è difficilissimo farle uscire (i pompieri del World Trade Center, alle cui cure partecipa anche il dottore, vengono curati con ore ed ore di sauna ed acqua da bere perché hanno scoperto che le nano polveri escono col sudore).

Le PM2,5 e minori, sono anche molto difficili da rilevare e lo strumento utilizzato dal dottore e la moglie è costosissimo e ha bisogno di cure straordinarie.

Nel suo libro il dottore, persona di straordinaria educazione che ho avuto modo di conoscere, racconta casi di patologie stranissime dovute alle nanopolveri e le mille peripezie fatte per raccogliere i fondi con tutte le battaglie per far capire i pericoli del fumo e dell’inquinamento industriale, da inceneritori e da automobili.

L’acquisto del libro equivale ad una donazione diretta al dottore.

Se a natale avete intenzione di regalare un libro che sia anche utile, il girone delle polveri sottili è quello che fa per voi.

Cercatelo in libreria o sul sito della casa editrice

Se vogliamo bene al prossimo, questo è un acquisto che va fatto.

http://www.youtube.com/results?search_query=stefano+montanari&search_type=

Se non siete intenzionati a fare questo regalo fate almeno girare l'invito fra i vostri conoscenti, grazie.

Social media marketing: cosa non funziona.

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comunicare in maniera efficace con i social media

Per chi non lo sapesse il social media marketing è una forma di marketing, chiamiamola non convenzionale, che vede aziende e politici farsi pubblicità in maniera "permissiva" sui social media. Un social media (ma dovrebbe essere medium) può essere Facebook come MySpace o Flickr (non mi fermo ad enumerarli tutti...si rischia di finire domani).

Pratica sconosciuta ai molti fino a qualche mese fa, il social media marketing, sta diventando sempre più abituale.
Accade così di trovarsi ad essere fan della Panini su Facebook, amici di Fassino (brrr!) e guardare il ministro Gelmini fare pratica di democrazia digitale su Youtube.
Molto bello tutto questo! Si ma c'è un limite, anzi due (e ne usciranno sicuramente altri).

Il primo limite del marketing sui social media è l'attenzione: le pratiche svolte in rete da un utente sono molteplici, segmentate, randomiche e spesso confusionarie. Riuscire a scavarsi un piccolo spazio nell'attenzione di un utente Internet moderno è cosa assai difficile.
Diventa ancora più difficile - e qui siamo al secondo limite - se chi pratica il social media marketing non lo fa bene, lo affida a terzi o ha poco tempo da dedicargli.

Essere presente su un social media non vuol dire solo starci e per questo guadagnarsi la stima delle persone e riempirsi la pagina Facebook di fan o quella Youtube di contatti. Essere presente vuol dire partecipare.
Partecipare vuol dire praticare lo scambio, essere più umano possibile, accettare le critiche.
E non ricordo di aver visto ancora una cosa del genere.

Mi capita molto spesso di vedere marche che presenziano praticamente ovunque senza dare nulla di umano alla loro presenza e politici che utilizzano i social media solo ed esclusivamente per fare aggiornamenti di tipo politico. Non basta il tg1?

Tutto questo accade perché, per anni ed anni, tutti quei messaggi verticali top-down dei media tradizionali, belli e brutti che fossero, dovevamo sorbirceli.

Oggi è cambiato tutto, su internet e specialmente sui social media, comanda l'utente.

Se nella vita reale si è fatti in un certo modo, non si puù fingere di essere diversi su un social media. Ecco perché, prima di tutto, un'azienda dovrebbe un'attimo rivisitare le sue logiche interne, svecchiarsi e poi attuare questa pratica (questo vale anche per la politica). E' una questione filosofica.

Se decidiamo di farci gestire la comunicazione da terzi facciamo almeno in modo di pianificare uno stile comunicativo più immediato e vicino alle logiche di internet e della condivisione, cerchiamo di essere veramente virali, affidiamoci a persone che, oltre a voler fare soldi, conoscono bene il loro lavoro ed hanno anche una buona cultura umanistica.

Faccio questa critica perché vedo molto spesso buone iniziative perdersi in un bicchier d'acqua a causa di mancanze sotto il profilo della conoscenza del mezzo e di una giusta filosofia e pianificazione.

Dico perciò a capi d'azienda e politici: se decidete di dare inizio ad una campagna di social media marketing (sempre che di campagna si possa parlare) entrate in silenzio, ascoltate, sondate il territorio, cominciate a scambiare messaggi umani, rischiate di essere sommersi di critiche. Forse ne vale la pena.

Creerete terreno fertile per riscoprire voi stessi come persone, porterete aria fresca nelle logiche aziendali o politiche e, cosa più importante, migliorerete la società.

Ah dimenticavo: prima di chiedere un'amicizia su Facebook, provate a mandare una mail dando spiegazioni e chiedendo il permesso, cambierà ogni cosa...


Lezioni di Giornalismo

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A dimostrazione del fatto che una persona cosciente di sinistra sa smerdare anche un politico che dovrebbe essere quantomeno affine alla sua ideologia (ma chiamiamola area politica, per pudore), oggi non parlerò di Berlusconi ma ti farò vedere come Daniele Martinelli, ottimo giornalista indipendente, videocamera alla mano, incalzi Walter Veltroni che non risponde nè prima, nè durante, nè dopo la sua conferenza al popolino plaudente.

Lo stato di coma vegetativo in cui versiamo tutti noi italiani e continuamente alimentato da un'informazione drograta che non fa altro che alterare le nostre coscienze e conoscenze rendendo totalmente sballati i nostri metri di giudizio e facendoci abbandonare ogni causa visto che non riusciamo ad arrivare ad una conclusione con chiarezza .

(Pensiamo a come finiscono i discorsi di politica durante le cene: o con un silenzio generale o con caciare incredibili dove c'è quello che dice: "il più pulito c'ha la rogna!!!" e poi si parla di figa).

Se riuscissimo ad arrivare ad una conclusione, molto probabilmente, arriveremmo alla rivoluzione. Ma la Playstation è più importante.

Ora che questo giornalista mi ha fatto capire che posso fidarmi poco di quest'uomo (semmai ce ne fosse stato bisogno), non lo voterò e farò di tutto per non farlo votare. Ecco a cosa serve un giornalismo ben fatto...arrivare ad una conclusione con le idee chiare.

Se vuoi fare il giornalista e vuoi balzare alle cronache questo è un ottimo modo per farlo. Se vuoi tenerti informato questo è un buon blog da seguire.

Costituzione: Appello di Massimo Fini E Marco Travaglio

3 commenti:
Questi porci neofascisti, bigotti, piduisti e reazionari stanno provando a sovvertire tutto ciò che i padri costituenti hanno costruito con grande sapienza e fatica in seguito ad un periodo di guerre e fame.

La costituzione italiana è tra le più invidiate ed ammirate del mondo per il suo equilibrio e la sua chiarezza.
Provare ora a stravolgerla e, soprattutto, sapendo quali sono i soggetti che vogliono farlo, vuol dire automaticamente limitare tutte le libertà che ci siamo guadagnati in questi anni.

Non permettiamo che questo avvenga, cerchiamo di essere più svegli, più attenti a ciò che accade.
Le scelte politiche si riflettono sul mondo del lavoro e quello dell'economia e, alla fine siamo sempre noi a pagare.
Meno siamo informati meno abbiamo il diritto ed il potere di chiedere perché certe scelte sono state fatte.

Appello di Massimo Fini e Marco Travaglio per la Costituzione

Passate il link, scrivete qualche cosa, facciamoci sentire.

E' il popolo la lobby più forte. Solo noi possiamo e dobbiamo condizionare le scelte dei politici. Sveglia
!


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Mamma c'è la crisi! Ma ecco gli ingredienti!

1 commento:

Questa sera, guardando Anno Zero, ascolto politici, professori ed imprenditori che dibattono sulla crisi.

Mentre guardavo aziende obsolete che producono cose obsolete, nate da idee obsolete, ho pensato che in realtà questa crisi è stata guidata da un sistema di cose (obsoleto logicamente).

Premettendo che il liberismo (inteso a livello familistico e amicale come in Italia) ha i giorni contati, andiamo a vedere questo sistema che non funziona da dove parte e dove arriva.

Politica
: Un sistema politico drogato da un Presidente a Capo di tre aziende che governa per vie traverse le altre tre maggiori concorrenti, truccando di fatto la concorrenza, è un ottimo viatico per la crisi.

I finanziamenti che ricevono i partiti da grandi lobby (farmaceutiche, nucleari, etc.), facendo in modo che queste vengano favorite a discapito di altre, è un ottimo viatico per la crisi.

I finanziamenti per la ricerca sul nucleare sono più grandi di 4 volte rispetto a quelli sulla ricerca di energie alternative.
Inutile dire che la ricerca permette la sperimentazione di nuove tecnologie, le nuove tecnologie danno lavoro perché servono esperti e, il prodotto finale immesso sul mercato, permette di risparimiare perché non consuma.
Ma visto che questi mercati non vengono finanziati non c'è concorrenza ed i prodotti creati hanno costi e prezzi altissimi: ottimo viatico verso la crisi.

Molto bello il caso dei ragazzi che hanno modificato uno scooter a benzina convertendolo totalmente all'elettricità e si sono visti rifiutare il progetto da una grande azienda italiana perché deve aspettare quello che fa il Giappone...

L'energia alternativa non inquina.
Oggi sempre più persone si ammalano a causa delle emissioni nocive, le malattie sono una spesa, molte volte esosa.
Chi si ammala spesso è un lavoratore che deve lasciare il lavoro per curarsi, non potendo più garantire sostegno alla propria famiglia che non spenderà più un soldo: un ottimo viatico verso la crisi.

Si è detto e stradetto che la raccolta differenziata è un'opportunità perché se si smistasse come si deve, con i rifiuti organici, si potrebbe creare compost da vendere a chi ne ha bisogno.
E c'è molto bisogno di compost.
Ma il Governo non si muove: ottimo viatico verso la crisi.

Potre trovare un milione di esempi ma voglio parlare di Internet.

In molte testate giornalistiche, sia online che cartecee, gli analisti si chiedevano se anche Internet è in crisi o patirà la crisi.

Tra bolle e grandi successi economici, in questi anni, Internet è stata un marziano per quanto riguarda il mondo dell'economia perché ha scritto nuove leggi o forse ha interpretato alla regola leggi che non guarda più nessuno.
Per questo se, da un lato, un calo fisilogico è evidente, Internet non sta patendo la crisi come gli altri perché si rinnova giorno dopo giorno, non vive di cartelli e di concorrenza drogata ma di continui scambi, anche gratuiti e premia sempre le idee migliori: un ottimo viatico per vincere la crisi.

Ricordo che quando ero piccolo, ad un minimo accenno di crisi, per esempio durante la guerra del Golfo, mia madre si fiondava a fare scorte di farina e di zucchero.
La farina e lo zucchero sono due elementi fondamentali per creare cibo che dia un minimo di sostentamento e non costano niente, sono una forma di energia alternativa un pò dimenticata da tutti noi che ci nutriamo di energie complesse.

Oggi la farina e lo zucchero sono il vento, il sole, l'acqua che mixati diventano il motore di un mondo che li ha dimenticati a favore di quell'energia complessa che è il petrolio.

Forse riscoprire le basi e riconvertire noi stessi e l'energia è il giusto viatico per vincere la crisi.