mercoledì, dicembre 16, 2009
giovedì, dicembre 03, 2009
No B Day, perché partecipare alla manifestazione
La manifestazione del No B Day che, detto sinteticamente, chiede le dimissioni di Berlusconi, è importante per alcuni motivi e per questi motivi mi piacerebbe vedere in piazza anche chi ha paura delle botte o non crede nelle manifestazioni.
Intanto manifestare, da che mondo è (im)mondo, è una delle migliori armi nelle mani del popolo. Un popolo, quello italiano, spesso trattato a pesci in faccia, disinformato (non per sua colpa) e privo di ogno spunto creativo, quasi depresso.
Non dobbiamo prendercela con Berlusconi, è vero, la colpa è stata di Andreotti, Craxi e tanta altra gente che come questi signori ha permesso, anzi, favorito la crescita indisturbata di questa muffa che oggi attanaglia il nostro amato paese, facendo in modo che l'illegalità si diffondesse sempre di più, che il culto dell'immagine fosse l'unico valore ed il denaro l'unica cosa per cui vale la pena vivere.
Chi scende in piazza a manifestare questa volta non è stato trascinato da un capopopolo ma dal proprio orgoglio, dall'insofferenza a tutto questo. Lo slancio vitale è partito da molte persone stanche di tutta questa merda e, molto probabilmente, sarà una grande manifestazione.
Come sempre c'è chi tituba, chi ha paura, chi pensa che la manifestazione non porti da nessuna parte.
Vorrei ricordare che le più grandi libertà si sono ottenute manifestando e che questi eventi innescano dei processi virtuosi, danno coraggio, aumentano la voglia di socialità, fanno bene alla psiche. Inoltre danno un segnale forte.
Poca gente= poca notiziabilità
Tanta gente= molta notiziabilità (giro del mondo, oserei dire).
Per ogni persona che mancherà quindi, ci sarà un po' di notiziabilità in meno. Il Tg1 non aspetta altro. Senza dire che la persona che non partecipa dimentica cosa vuol dire democrazia, cioè potere al popolo.
Pur essendo vera la totale sordità di alcuni partiti, più si sarà in piazza, meno saranno sordi.
E poi pensiamo a tutta quella gente che è impossibilitata a venire per cause di forza maggiore ma avrebbe pagato pur di esserci?
Pensiamo a chi è morto per darci la possibilità di manifestare democraticamente?
Pensiamo alle associazioni che nel sud Italia lottano contro la mafia mentre noi ce ne stiamo comodi in poltrona a commentare lo schifo che accade?
Pensiamo al nostro futuro? Si perché, più che un atto altruistico, manifestare il 5 dicembre è un atto egoistico.
Da egoista quale sono voglio che i miei diritti siano rispettati, voglio che non mi venga il cancro a causa di un governo che non fa nulla per l'ecologia, voglio un lavoro sicuro, ben pagato da un'azienda che non trucca i bilanci e poi fallisce mandando intere famiglie all'aria.
Voglio che il capo di quell'azienda paghi amaramente le puttanate che ha fatto e non che una legge gli salvi le chiappe.
Voglio che la possibilità di studiare pagando il giusto e non somme esorbitanti mi sia data. Non voglio che vengano finanziate scuole e università private, già ricche di loro.
Voglio la certezza di poter sognare pensando alla possibilità che quel sogni si avveri.
Voglio altre cose per me e, stranamente, queste cose le vogliono altrettante persone.
E pensa a tuo figlio. Cosa gli dirai quando ti rinfaccerà di averlo partorito in una nazione dove è impossibile vivere serenamente.
Come farai ad avere la coscienza a posto quando ti chiederà perché non hai fatto nulla per cambiare il paese?
Cosa risponderai quando ti chiederà perché non ti sei unito a tutte quelle brave persone per manifestare contro il male assoluto?
Che avevi paura?
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Jose Gragnaniello
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Etichette: 5 dicembre, manifestazione, No B Day
martedì, novembre 17, 2009
Daniele Amanti e l'Italia che mi piace
Il caso Daniele Amanti, piccolo bimbo affetto da una rara forma di distrofia muscolare sta scuotendo le coscienze delgli italiani (non dei politici ovviamente).
"A soli sei mesi valori alti di CPK nel sangue hanno fatto sospettare una grave miopatia.
La conferma poco dopo il compimento del suo primo anno di età.
TOTALE ASSENZA DI SEGNALE PER LA PROTEINA DISTROFINA NEL TESSUTO MUSCOLARE
causata da una mutazione genetica ancora ingnota.
Diagnosi: DISTROFIA MUSCOLARE DI DUCHENNE."
Il Fatto Quotidiano si è occupato di questa vicenda e molte persone si sono attivate per fare qualcosa come comprare il libro "Daniele, storia di un bambino che spera" o fare una donazione sui conti correnti:
# Conto Corrente Postale n. 94255007
Intestato a Parent Project Onlus - causale: Fondo Daniele Amanti
# Conto Corrente Bancario - Banca di Credito Cooperativo di Roma
IBAN: IT38V0832703219000000005775
Intestato a Parent Project Onlus - Causale: Fondo Daniele Amanti
o tramite Paypal a questo indirizzo dal quale ho effettuato la mia donazione.
Il Governo come al solito latita, tanto per dirne una ha destinato i fondi per la ricerca al risanamento del debito Alitalia.
Questa è l'Italia che invece mi piace dai commenti su Antefatto.it:
Seinei
Mi piace questo modo di
esercitare il potere
dell'informazione. Faccio il
tifo (e aggiungo grano)
anche io. Un ricercatore
precar io.
Luke
Eseguita una piccola
donazione! Auguro tutto il
bene possibile a questi
genitori coraggiosi, e al loro
piccolo eroe!
nanni64
Già avevo pensato di
proporre ai miei, per
questo Natale, di regalarci,
gli uni agli altri, un
contributo economico per
qualcuno che ne avesse
avuto bisogno. Ora, grazie
al FQ, so anche a chi andrà
il regalo di Natale che ci
scambieremo quest'anno.
Io ci sono, bimbo mio. E
girerò la mia proposta a
tutte le persone che
conosco.
( A n d re w )
Daniele, Fabio ed Eliana –
ho un figlio di 28 mesi che
ride, gioca e vive sereno,
leggere di quello che vi sta
capitando mi ha fatto
letteralmente gelare il
sangue. I primi 50 via
Paypal ve li ho già mandati,
parlerò con tutta la mia
famiglia allargata per
aiutarvi a passare il Natale
più speranzoso che abbiate
mai passato, Parola d'onore.
Giovanni e Grazia
E' una storia di dolore, di
emozione e di grande forza!
Vi siamo vicini e sosteniamo
la vostra iniziativa.
Ivo Serenthà
Risparmiano sulla ricerca
scientifica, sulla pubblica
istruzione e parlano di
piccolo mondo antico verso
chi ha manifestato sabato,
denunciando la
difficilissima situazione
occupazionale e con un
futuro ancor più
problematico, mentre gli
annunci governativi sono
degli spot stile pubblicità
dell'ottimismo. Seppur sia
durissimo affermarlo, la
ricerca scientifica dei grandi
gruppi farmaceutici, è
rivolta verso le malattie più
diffuse, loro non investono
dove non esiste un ritorno
economico. Solo la
spontanea umanità potrà
portare la speranza per il
piccolo Daniele.
Anna
Anche io ho comprato il
libro di Cinzia! Invito tutti i
lettori del Fatto a fare
questo piccolo gesto, utile e
importante per Daniele... In
bocca al lupo, piccolo
cucciolo meraviglioso!!!
Nina
Coraggio genitori, faccio il
tifo (e caccio il grano) per
voi.
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Jose Gragnaniello
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Etichette: Daniele Amanti, distrofia musolare, ricerca
mercoledì, ottobre 28, 2009
Perché un giovane oggi non può avere speranze
Ciò che sta succedendo nel nostro amato (?) paese negli ultimi mesi non lascia altra via di scampo che ad uno sviluppo eccessivo di senso cinico (quello civico, da tempo, è bello che andato).
Quel che più fa male non è la ormai consuetudinaria lotta al magna-magna che ci caratterizza come popolo ormai da secoli, ma il fatto che i giovani siano costretti a fare indigestione di notizie di mal governo, ruberie varie, inquinamento. Che la televisione proponga modelli del tutto consoni allo stato comatoso in cui versa l'Italia ma del tutto estranei a quella che dovrebbe essere la sua missione educatrice (quindi, Tv cattiva maestra).
Guardandomi intorno vedo questo:
Giovani dai 25 anni in su (diciamo anche fino ai 40) che si comportano da ragazzini, vivono di invidide tecnologiche, il loro futuro è stasera all'aperitivo.
Uomini dai 50 ai 70 che si comportano come se avessero da 25 a 40 anni. Cioè con quell'impeto di chi sta entrando del mondo del lavoro e nella società che conta tipico di un trentenne degli anni '80 e dietro. Vanno a mignotte, sono egocentrici. In realtà si fottono dalla paura di morire.
Ragazzi e ragazzini dai 25 anni in giù che vivono senza modello alcuno e si trovano ad interpretare ruoli di maturità che non gli si addicono (quando va bene), si chiudono in un nichilismo esistenziale (quando va medio), si fanno portatori di un imperativo di distruzione cosmica (quando va male). Per loro l'amore è l'unica salvezza.
L'analisi del mutamento sociale qualcuno la fa, ma altri dovrebbero leggerla o, quantomeno, capire che le proprie azioni, oggi, hanno e avranno ripercussioni sul futuro.
Nessuno si stupisce più di cosa stia accadendo in politica (ormai un circo Barnum).
Di solito, quando hai belle speranze e poi scopri che la vita non è come l'hai vista in Amelie, diventi cinico.
Quando impari cosa sia il riciclio ben fatto, cioè tendente alla totale esclusione degli inceneritori e delle discariche grazie alla teoria dei Rifiuti Zero e scopri i giri di affari e mazzette tra politici e imprenditori per creare inceneritori e discariche costruite sui fiumi che andranno a dare la sostanza a ciò che mangiamo, diventi cinico (ed anche malato).
Quando i tuoi genitori ti hanno insegnato l'educazione ed il rispetto per i più grandi ed hai scoperto che i più grandi sono maleducati e irrispettosi verso chiunque, anche sè stessi, diventi cinico.
Quando ti spiegano com'è bello pagare le tasse, perché poi lo stato le utilizza per facilitare la vita dei cittadini, dare sussistenza ai più poveri, creare posti di lavoro, sviluppare nuove tecnologie, finanziare la ricerca e capisci di essere in Italia, diventi cinico.
Quando a scuola ti parlano della Mafia, ti fanno vedere la piovra, leggi di Falcone e Borsellino e poi capisci che la Mafia è lì, a Montecitorio, il cinismo comincia a traboccare.
Per questo poi ci si interroga sul perché degli strani comportamenti dei giovani d'oggi senza capirne la vera ragione. Perché sono gli adulti a creare quei comportamenti.
Come fa un ragazzo di belle speranze e di buona educazione ad uscire da tutto questo?
Come fa a crescere senza pensare all'inganno?
Come fa a diventare un adulto capace di dare insegnamenti ai più giovani, ad essere reputato un saggio?
Come fa a credere nel cambiamento quando la storia insegna che, a cicli, tutto si ripete sotto diverse forme ma con gli stessi contenuti?
Come si fa?
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Jose Gragnaniello
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giovedì, ottobre 22, 2009
Recupero del Club La Palma
I lavoratori del Club La Palma decidono di fare qualcosa per riportare il mitico locale ai vecchi fasti:
RECUPERO DELLA STRUTTURA PER CREARE LAVORO REDDITO E CULTURA
Oggi 21 ottobre 2009 il consorzio di lavoratori LP recupera LA PALMA.
LP è l’associazione culturale ARTINCONNESSIONE, composta da tecnici, scenografi, webmaster, organizzatori, artisti, professionisti precari dello spettacolo, insieme all’associazione degli ex dipendenti de LA PALMA, i quali hanno assistito impotenti alla chiusura improvvisa nel luglio 2007.
Scopo dell’azione è recuperare la struttura di proprietà comunale, chiusa e abbandonata al degrado da due stagioni, e restituire al quartiere e alla città intera uno spazio importante, che è stato punto di riferimento per l’offerta artistica romana, insieme all’area verde che lo circonda.
Scegliamo di dotarci di una struttura cooperativistica per farci carico autonomamente della gestione de LA PALMA.
Dall’unione delle nostre associazioni nasce una squadra di lavoratori in grado di gestire al meglio un'impresa sociale-culturale, mettendo le nostre competenze e professionalità a disposizione di un progetto in grado di creare lavoro e reddito, in un contesto nazionale di profonda crisi economica, sociale e occupazionale, dove il settore cultura è attaccato da più fronti.
LA PALMA, per sua natura, si trova nel centro di un parco, pubblico, che intendiamo far vivere e dedicare ai bambini, avvalendoci di una programmazione eclettica e di qualità.
Vogliamo realizzare un polo culturale che offra teatro, musica, cinema e laboratori a prezzi contenuti, rivolgendoci ad un pubblico eterogeneo per offrire crescita intellettuale, momenti di socialità e incontro intergenerazionale.
Puntiamo a sensibilizzare le istituzioni sull’idea di creare e investire fondi permanenti per le strutture e le associazioni che quotidianamente, auto-organizzandosi, soddisfano il bisogno di usufruire di cultura e socialità in territori troppo spesso carenti di spazi culturali come un cinema, un teatro o una sala per concerti.
Portiamo di fronte alle istituzioni le difficoltà di artisti, tecnici, operatori e lavoratori dello spettacolo che lamentano la mancanza di luoghi economicamente accessibili per produrre spettacoli, dove poter esprimere le emozioni e mettere in pratica le idee.
Lo stato di abbandono in cui da più di due anni versa LA PALMA è un insulto al diritto al lavoro degli ex dipendenti, e al diritto del quartiere di viverne ogni giorni gli ampi spazi e le grandi potenzialità.
Noi oggi intendiamo recuperare
territorio, lavoro, reddito e opportunità di produrre cultura e socialità.
Invitiamo gli abitanti e le associazioni del quartiere, il Municipio V, le istituzioni, i lavoratori dello spettacolo, le strutture sensibili per confrontarsi e programmare in
ASSEMBLEA PUBBLICA GIOVEDI 22 OTTOBRE ORE 17
Via G. Mirri 35 – CasalBertone
LP ARTINCONNESSIONE – EX LAVORATORI de LA PALMA
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Jose Gragnaniello
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Etichette: Club La Palma
venerdì, ottobre 09, 2009
Bugiardi senza gloria
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Jose Gragnaniello
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Etichette: Alfano, Belpietro, Berlusconi, Carfagna, Fede, Ghedini
giovedì, settembre 24, 2009
[Il Fatto Quotidiano] Perché tanta gente ha rotto le palle
L'Italia è bella perché è varia, si sa. In tutta questa varietà esiste una specie rara che non però resiste all'estinzione: i sinistroidi autoflagellantisi.
Chi sono?
Sono persone che trascorrono gran parte del tempo su Internet alla ricerca di notizie che confermino loro che tutto è marcio, tutto è peste, tutti sbagliano (anche io do il mio piccolo contributo a questa comunità, salvo poi pentirmene).
Succede che in seguito all'uscita del Fatto Quotidiano le discussioni generatesi tra Friendfeed e Twitter vertevano non tanto sulla bontà/qualità delle notizie e sugli scenari che un nuovo giornale, senza padroni e fondi statali, potrebbe aprire nel mondo dell'editoria, ma sulla grafica inesatta (qualcuno commenta sarcasticamente:"più di 50 font differenti") o sul fatto che l'antiberlusconismo sia l'unico motivo che lega i redattori di questo giornale e la sua linea editoriale.
E contro chi dovrebbero andare contro? Spiegatemelo.
Oppure post in cui si dibatte su quanto sia giusto far scrivere la Borromeo, discendente della nobile famiglia ed accasata (a quanto pare) Casiraghi, invece che persone che lo farebbero gratis pur di stare con Travaglio, Colombo, Gomez et alii. E vabè, stiamo sempre a rosicare.
Il Fatto Quotidiano è nato in seguito a grandi sforzi. Travaglio, Beha, Padellaro e gli altri hanno fatto il giro d'Italia per creare un po' di passaparola. Non si sa quanto potrà durare e voi che fate? State li' a discutere sulle cazzate.
Capisco che in comunicazione un visual efficace ha i suoi effetti positivi. Ma sappiamo tutti con quanti soldi è nato questo progetto. E, nel frattempo, cosa stiamo facendo noi per migliorare le condizioni di questo paese? Critichiamo.
Una volta tanto, basta con le seghe mentali, cerchiamo di essere coesi e di far cambiare qualcosa in questo paese di merda.
Infine, due parole per Sansonetti (Mister salotto): se hai tanta voglia di scrivere per il Giornale basta dirlo. C'è sempre posto per un direttore fazioso o di qualcuno che mischi le carte per confodere le idee.
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Jose Gragnaniello
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