Meglio dire basta o far finta di niente? Voglia di bella politica.


In ogni grande reportage si vede un'Italia che muore. Muore il territorio e decediamo anche noi, nell'animo e negli organi vitali, ormai intaccati dalla merda che respiriamo e mangiamo ogni giorno.

Il golfo di Napoli che diventa sversatoio di ogni cosa, i terreni calabri intaccati da scorie e costruzioni abusive, intere campagne avvelenate dall'immondizia interrata di nascosto, sulle quali gli animali che con grande gusto mangiamo, prima di finire nel nostro stomaco brucano l'erba.

Fabbriche, fabbriche e ancora fabbriche da nord a sud. All'insegna di un progresso al mesotelioma. Quel lavoro che mentre finge di nobilitare l'uomo lo ammazza giorno per giorno.

Come fanno i miei simili ad essere carnefici senza pensare che saranno vittime?

Come fanno a non pensare ai figli sui quali, dopo il parto, trasferiranno tutti i veleni che hanno assorbito (sia in senso scientifico che metaforico)?

Come fanno ad anteporre la logica di partito (qualunque esso sia) al bene che si dovrebbe volere per il proprio simile?

Come fanno a pensare solamente all'oggi, al guadagno economico immediato, senza pensare alla ricchezza insita nelle piccole cose?

La ricchezza di un fiore che non crescerà, di un mare che, da motivo di libertà, diventa galera per i pesci e per chi, dopo un bagno, ne esce col corpo abraso e avvelenato.

Come fanno a governare piccoli centri, gioielli di un paese fondato sul turismo e la belezza e non avere alcuna lungimiranza? Una lungimiranza che porterebbe comunque voti e lavoro.

Cosa li tiene su quelle poltrone?

E come fanno quelle poltrone a far dimenticare a queste persone che l'unico significato insito nel buon governo deve essere teso al bene comune, ad un'aria migliore, un'architettura sostenibile e la felicità che deriva dal vivere in condizioni rispettabili e dignitose.

Non voglio più aver paura ogni volta che tiro una boccata d'aria nella mia città.

Non voglio più rabbrividire al pensiero di cosa ci sarà in mare ogni volta che faccio un bagno.

Non posso deprimermi al pensiero che l'unico scopo di un essere umano è una costruzione abusiva che deturpa un territorio splendido (del quale avremmo potuto gioire insieme) o peggio, la smodata crescita del conto in banca.

Non devo pensare che ogni politico che mi sorride o mi stringe la mano non ha più un'anima ed è solo portatore di interessi altrui votati al bene di pochi e al male di molti.

Forse manca lo Stato, ma i cittadini insieme formano uno Stato.

Lo dico anche ai concittadini e agli amministratori del piccolo comune in cui vivo:

Non gettate nella mondezza il gioiello che avete tra le mani. Se non ce la fate da soli chiedete aiuto a chi è più esperto e vi aiuterà volentieri a capire quale tipo di diamante da esporre al mondo stavate trattando come un banale sasso da mettere sotto a una rotaia.

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