Manifestazione Piazza Navona 8/7/2008 e lettera a Filippo Ceccarelli

Ieri sono andato alla manifestazione, che dire?

Le solite cose: piazza piena, gente con tanta voglia di cambiare ma anche tanta ipocrisia.

Non servivano tutte quelle bandiere (stupido chi le sventolava), non c'era molta coesione nei commenti della gente ai vari discorsi dei vari personaggi.

Questi dicorsi erano un pò troppo centrati sui partiti e sulla politica e non credo si possa pretendere il cambiamento dei politici senza pretendere prima il nostro cambiamento.

La somma di piccole azioni, dal costume poco corretto, che tutti compiamo quotidianamente o settimanalmente, si manifesta nei comportamenti della classe politica.

I politici altri non sono che persone come noi soggette ad una sovraesposizione mediatica. Ecco perché i loro comportamenti sembrano tanto scandalosi (e lo sono!).
Ma a forza di dare la colpa agli altri si dimenticano i propri atteggiamenti, e sono questi che cambiano le cose ed il mondo.

Ed è di questo che si dovrebbe parlare, secondo me, nelle manifestazioni di piazza.


Ogni volta che vado ad una manifestazione mi guardo molto intorno, cerco di memorizzare tutto e poi, il giorno dopo, amo comprare il giornale per vedere quante mistificazioni sono avvenute.

Filippo Ceccarelli, di Repubblica, non ha sconfessato questa mia credenza, così gli ho scritto una bella email...



Caro Ceccarelli,

sono uno studente-lavoratore di 27 anni.

Ieri ero alla manifestazione, da semplice cittadino, non dipietrista, non vaffanculista, non girotondino. E, come me, tanti altri.

In riferimento a questo articolo

potrei anche trovarmi d'accordo con alcune sue affermazioni ma non su questa:
'Folle accaldate e cariche di aspettative esprimono il loro pieno consenso.'

Inoltre, da stimato giornalista quale lei è, non sarebbe dovuta mancare la dovizia di particolari.
Con questo intendo la descrizione altrettanto accurata dei commoventi interventi di Rita Borsellino e di Moni Ovadia.

Dov'è? Non ne vedo traccia. Peccato! Sarebbe stata un'aggiunta molto utile per rendere più chiaro e comprensibile tutto l'andazzo della manifestazione.

E' proprio vero che non si possono usare parole scurrili altrimenti i media di massa, immediatamente, ne fagocitano il senso per rivomitarlo con un significato assai differente.

Sta lì l'errore di Grillo e della Guzzanti. Ma è anche lì l'errore di bravi giornalisti che invece di fare un'analisi 'alternativa' si accodano commentando le solite cose.

Il giornale per cui lei scrive, nel corso degli anni, sta subendo un crollo verticale per quanto riguarda l'analisi di alcuni accadimenti. E' sempre un pò troppo aggrovigliata e poco obiettiva. Ma penso che se ne sia abbondantemente accorto.

Cordiali saluti e buon lavoro.

Jose Gragnaniello

3 commenti:

Anonimo ha detto...

che lettura superficiale e poco rispettosa nei riguardi di chi nonostante il caldo e le palle piene si è trascinata ancora una volta in piazza per esserci. Ceccarelli povero stronzo, suddito.

lilla ha detto...

sono lilla.ciao panza.

alessio ha detto...

mi verrebbe da bestemmiare per cosa hai scritto e come lo hai scritto... l'articolo di ceccarelli fa schifo.
ma scrive sul giornale che si è dato al pd; il partito non era d'accordo con la manifestazione... non poteva dire altro. e glielo fai giustamente notare.

ciò di cui non si rendono conto i comizianti è la condotta: se dai ai media l'occasione di sviare il discorso dal tema centrale (giustizia e costituzione, in questo caso), questi non perdono l'occasione per denigrare. Ma a quel punto l'errore non è più dei media (perchè ormai lo sappiamo), ma della guzzanti, di grillo e di quei coglioni che non lo capiscono.
per fortuna hanno preso pochi applausi, spero lo capiscano... (mi illudo!)