Essere digitali (si ma quando?).




Ecco tradotto da http://www.itu.int/osg/spu/publications/digitalife/goingdigital.html
il primo capitolo del report "Digital Life" del 2006...

In un certo senso gli esseri umani sono sempre stati digitali. Le dita della mano sono state usate per creare, innovare, e comunicare in tutte le età. E così come queste possono essere usate per rappresentare i singoli numeri, in poco tempo è stato sviluppato un sistema di binari digitali astratto (0 e 1), proclamando l’inizio dell’era digitale. Le tecnologie digitali sono state vitali per la distribuzione della conoscenza e dell’informazione, che, come molti argomenteranno, sono il centro del potere nella società. Attraverso l’uso delle tecnologie della comunicazione come Internet e la telefonia mobile, il potere delle nostre cifre relativamente insufficienti è stato esteso ad una sfera più ampia, quella dell’intero mondo digitale.

Il pollice è un buon esempio. Espressioni come “la cultura del pollice” e “la tribù del pollice” abbondano: dalle anguste strade di Varanasi (India) a quelle più estese di Barcellona (Spagna), la gente è costantemente vista camminare, mangiare, parlare ed anche guidare mentre i loro pollici premono attivamente sulla tastiera dei dispositivi digitali portatili. Come industria di settore, la messaggistica su cellulare, in uno spazio di pochi anni è diventata un’industria globale che genera un fatturato annuo di circa 80 milardi di dollari. Tutto ciò, con grande interesse, ha preso piede in paesi in via di sviluppo tra i quali la Cina. Anche Internet, ha trasformato il commercio ed il modo di vivere delle persone allo stesso modo, ed ha reso possibile a queste ultime la creazione e la condivisione dell’informazione e della conoscenza in modo istantaneo e su scala globale.

Non sorprende se oggi il consumo mediale predomina nella forma digitale.

La prossima fase in questa rivoluzione digitale è la transizione dai collegamenti a bassa velocità a quelli ad altissima velocità. Le telefonia a banda larga è molto avanzata nel mondo delle linee fisse, dove vi erano 216 milioni di abbonati in tutto il mondo alla fine del 2005. Lentamente ma inesorabilmente, questo passaggio si avrà anche per la telefonia mobile, con l’avvento della banda larga per il mobile, il sistema di terza generazione. Alla fine del 2005, c’erano circa 62 milioni di utenti con cellulare a banda larga con servizi sviluppati intorno a 60 nazioni.

Inoltre, le reti senza fili locali e metropolitane sono ancora in fase embrionale per avere un forte impatto.

In futuro, la rivoluzione digitale entrerà in una dimensione totalmente diversa, con lo sviluppo delle reti onnipresenti e del pervasive computing basato su tecnologie RFID (identificazione a onde radio) e reti sensoriali.
In un futuro di ubiquità digitale, il mondo delle reti non connetterà solamente persone e dati ma anche cose. In questo modo i banali lavori quotidiani diventeranno sempre più automatizzati, e la tecnologia che c’è dietro sparirà progressivamente dalla percezione dell’utente.
Tutto ciò avrà importanti ripercussioni non solo per la società ed il modo di vivere delle persone, ma anche per le strategie di mercato e le priorità delle linee politiche.

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