Invasioni barbariche, Fassino e il Dio Travaglio.

Ieri sera, tra un dottor house e una pubblicità capito su la7 e cosa trovo? Daria Bignardi (sempre più atteggiona dopo il telegatto) che intervista uno sciolto Fassino. Dopo avergli fatto delle domande degne di una giornalista d'assalto dei nostri tempi (come ha conuquistato sua moglie, dove vi siete conosciuti, dove avete ballato il tango), passa ad elencargli una serie di nomi e a chiedergli chi preferisca. Arrivata ai nomi Ferrara e Travaglio, lui, senza battere ciglio, risponde immediatamente Ferrara (suo grande amico ai tempi del partito comunista, peccato che poi i soldi di Berlusconi abbiano fatto gola a quella discarica ambulante).
So per certo che Travaglio non sta simpatico ai-ds (ehehhe) e che quindi Fassino ha dovuto obbedire ad una logica di partito, ma, come sempre si è mostrato insensibile verso chi vota a sinistra e che non è iscritto al partito. Dovrebbe sapere che gli ammiratori di Travaglio (300/400mila copia vendute per libro) sono tutti a sinistra e che non sopportano molto invece Giuliano "logorrea/cometifacciocapireunacosaperun'altra" Ferrara.
Dopo aver detto che il conflitto di interessi era una cosa secondaria, ha voluto ribadire il suo centrismo e la sua democristianità con quest'altra battuta. I miei complimenti, ma complimenti soprattutto a chi lo ascolta credendo che dica cose sagge quando invece è il solito gioco del cerchiobottista.

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