Da Luttazzi a Piazza Vittorio

La settimana (quasi) trascorsa, in pratica da venerdi ad oggi, mi ha riservato belle emozioni. Venerdi ho visto Luttazzi e le risate si sono sprecate, insieme a riflessioni altissime, con un finale col botto dove stavo letteralmente morendo dal ridere. Ieri ho visto il documusical sull'Orchestra di piazza Vittorio e lì le emozioni si sono aggrovigliate. E' un manifesto vero e proprio sulla globalizzazione, quella vera, quella buona, dove le persone si incontrano e invece di perdere le loro radici le usano per fare contaminazione. Ogni radice una persona, o uno strumento musicale. Sono messe in risalto le vite di ognuno dei componenti che giungono da tutte le parti del mondo. Ognuno una vita, ognuno una radice. Le difficoltà maggiori sono incontrate a causa della Bossi Fini o della gente razzista che vive nel quartiere, ma anche questo, purtroppo, fa parte del gioco. Per il resto l'integrazione in quel quartiere risulta molto facile anche per un giovane idiano che non era mai uscito dal suo borgo e non conosceva neanche una parola di inglese. Il documentario è, a momenti, strappalacrime (almeno per me). Rispecchia in toto quella che è la mia concezione di globalizzazione, anche a livello musicale. Sonorità bellissime nate dalla diversità. Ogni suono una radice. Roma è proprio un grande albero.
Il documentario che esce a natale in dvd con un cd gratis (quindi invito tutti a comprarlo), si chiude con una frase di Pasolini che recita : "tu sapessi cosa è Roma...".
Penso non ci sia frase migliore per definire il tutto. Forse non si finisce mai di sapere cosa è Roma, si impara sempre qualcosa di nuovo, di emozionante e di vero.
Forse è questa la "bellezza".

4 commenti:

Bruco ha detto...

ho sentito dire che quando finisce il film loro escono e suonano dal vivo...è vero?
e tu lo hai visto?
ciao
Simone

Jose ha detto...

si hanno suonato un bel pò di pezzi, è stato sinceramente bellissimo.

Alessio ha detto...

Non ci credo che questo post così ottimista e positivo sia stato scritto da josè... fuori il vero l'autore!

Lo vedrò... poi voglio un riassunto dello spettacolo di Luttazzi, eh eh. Magari ne parliamo durante la manifestazione "con Silvio... in piazza".

Ciao

Gneo Pompeo ha detto...

io questa città la amo tanto quanto non la sopporto.
In fondo è anche questo essere romani, cinici e innamorati di una vecchia signora che spesso ti esaurisce,ma se sei paziente e sopporti le sue nevrosi, sa regalarti angoli di vita ineguagliabili.
Piazza Vittorio è il simbolo di una antica virtù Romana:l'accoglienza.
Puttana d'alto rango, artista del meretricio, matrona, madre di tutti 'sta città t'accoglie, ti conquista.E i suoi cittadini (quelli veri) sanno che siamo tutti di passaggio, nessuno è il suo sposo eletto, siamo tutti amanti; quindi non ne sono gelosi, la condividono, la lasciano amare.